Ischia News ed Eventi - Il “Corriere del potere”: quando la cronaca diventa propaganda

Il “Corriere del potere”: quando la cronaca diventa propaganda

Politica
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Il Corriere del potere/ questa dovrebbe essere il titolo esatto della testata del "Corriere della sera", perché questo è il giornale del Potere, sia esso Politico, economico, finanziario, e l'obiettività -

il richiamo al giornalismo inglese della separazione tra fatti e opinioni - è solo semplice propaganda che il lettore attento e consumato valuta come la testa calva di Ernesto Calindri che negli anni '60 del '900 faceva propaganda per la brillantina Linetti che, non avendola mai usata, si era trovato senza capelli. Andiamo!!! Solo i fessi potevano credere ad un simile rimedio contro la calvizie! Così non presto attenzione più di tanto ad editoriali di Mario Monti o di Paolo Mieli perché non sono mai di schieramento obiettivo e finiscono comunque per essere sempre filogovernativi, qualsiasi sia il Governo. Come la brillantina Linetti ed il canuto Ernesto.

La linea politica di un giornale - ancora più marcata in un ricco giornale di informazione generale che si dichiara "indipendente" - non si manifesta con gli editoriali di apertura in prima pagina e nemmeno con quelli del direttore. La linea politica si deve scoprire nel modo di raccontare un evento, di sintetizzare gli interventi ed infine di posizionare il servizio in una certa parte del giornale.

Queste osservazioni le faccio perché il "Corriere della sera" di oggi dedica la cronaca della cerimonia della strage nazifascista di S. Anna di Stazzema l'intera pagina 11 con due articoli dell'inviato Claudio Bozza, del vice premier e del capo M5S, in alto il primo ed in basso il secondo, dove il cronista mischia fatti ed opinioni e ricorda opinioni che non hanno nulla di cronaca, riduce gli interventi a suo uso e consumo, fra l'altro insinuando che Conte è andato lì per la campagna elettorale del campo largo, per diventare leader, e non si sofferma affatto sul richiamo costante che fa Conte nel suo discorso ai valori della Costituzione e non cita il riferimento che Conte ha fatto al massacro nazifascista valutato da un tribunale militare.

Basta poi al lettore attento e modernizzato fare una ricerca su internet con Wikipedia per sapere l'esatta ricostruzione dell'evento.

Poi la civetta del lungo servizio è in prima pagina, in basso, con un titolo a due colonne: le parole di Tajani: i fascisti furono complici. La civetta è per l'intervento "governativo", non per chi è stato chiamato - l'on. Giuseppe Conte - all'orazione ufficiale ed era questa la relazione più importante che meritava, per spessore storico e giuridico, l'evidenza di prima pagina.

Chi insegna giornalismo nelle università dovrebbe fare discutere gli allievi su queste sottigliezze.

Comunque il "Corriere del potere" fa nascere nostalgia per un vecchio cronista dei tempi de "l'Unità", di "Paese Sera", dove la notizia ed il commento avrebbero avuto ben altro trattamento.

G. M.